13 agosto 2017

Sulla riva del lago 2° parte

Con l’ arrivo della bella stagione sempre più frequentemente ci rechiamo al laghetto situato nelle vicinanze della nastra abitazione ed oltre che prendere il sole e fare lunghe nuotate possiamo divertirci, lontano da occhi indiscreti, a nostro piacimento.
Mi sono appena svegliata, ho fatto un’ abbondante colazione e subito il mio compagno si presenta davanti con manette e leg irons, sorrido, sono certa che avrà in mente qualcosa di piacevole, istintivamente gli porgo le mani, prima di ammanettarmi mi chiede di togliere i vestiti, faccio cadere la vestaglia rimanendo completamente nuda davanti a lui, mi ammanetta mani e piedi poi chiude sul mio collo un collare di acciaio collegato ad una lunga catena, sono eccitata, non so quali intenzioni abbia, ma qualunque esse siamo lo seguirò con molto piacere.

Mi mette un cappuccio sulla testa, poi tirandomi per la catena mi chiede di seguirlo, obbedisco e come un cagnolino lo seguo fuori con molta difficoltà fuori dalla casa, sento che stiamo attraversando  il prato credo mi stia portando verso il lago, le catene alle caviglie sono molto corte per cui ho un po’ di difficoltà a seguirlo, ma non demordo, mi piace essere portata alla catena come un cagnolino, lo seguo docile docile senza un lamento, infine dopo un lungo e problematico percorso riconosco il luogo, siamo arrivati sulla riva del laghetto, mi fa avvicinare ad un grosso tronco di un albero abbattuto vicino alla riva e con molta cautela mi ci fa appoggiare sopra con la pancia, blocca la catena del collare a qualcosa davanti a me proprio sotto l’ albero, poi mi toglie i leg irons e lega le mie caviglie con delle catenelle facendomi restare con le gambe spalancate.

Sono immobilizzata, appoggiata a quel tronco aperta e disponibile per chiunque, aspetto con ansia che approfitti del mio stato, fremo nell’ attesa della sua prossima mossa che non tarda ad arrivare, lo sento posizionarsi dietro di me ed infine penetrarmi piacevolmente con il suo cazzone duro come l’ acciaio, in un attimo sono invasa dal piacere fino ad arrivare ad un intenso orgasmo.

Sono felice e spossata, il duro percorso per raggiungere il lago mi ha stancata, ma l’ epilogo è stato entusiasmante e mi sento completamente appagata, mentre cerco di rilassarmi sento le sue mani che mi invitano ad aprire la mia bocca e mi fa stringere tra i denti un anello metallico, mi dice sono le chiavi per liberarti dalle catene, non ci posso credere, come faccio a prenderle e liberarmi se sono bendata ed ho le mani legate dietro la schiena, mugolo per fargli capire che è una cosa impossibile, non mi risponde, sento i suoi passi allontanarsi, sono veramente nei guai non riuscirò mai a liberarmi, mugolo di nuovo, mi agito per fargli capire che ho bisogno del suo aiuto ma non mi ascolta, resto sola, legata e con le chiavi tra i miei denti, non sarà facile uscire da quella situazione.

Credo che siano passate alcune ore da quando se n’ è andato, le catene al collo ed alle caviglie nonostante tutti i miei sforzi per liberarmi non hanno ceduto di un millimetro, sono in piena agitazione, tanto che le chiavi mi sfuggono di bocca e cadono per terra, impossibile raccoglierle, il sole si sta alzando ed i suoi raggi sono sempre più forti sul mio corpo sto rischiando un’ insolazione, poi il miracolo, a forza di agitarmi sento che le catene alle caviglie stanno cedendo, faccio ricorso a tutte le mie forze e riesco a liberare prima una poi l’ altra caviglia, forse adesso ce la posso fare.
Con le caviglie libere cerco di scavalcare il grosso tronco, con molta fatica ci riesco, la catena sul collo si è allentata ed allora sono in grado di recuperare il mazzo delle chiavi, il cappuccio mi impedisce di vedere dove sono allora mi giro con le spalle al tronco e con le mani tasto il terreno tutto intorno e finalmente riesco a recuperarle, trovo il lucchetto che mi tiene legata e lo apro, sono libera ma non del tutto, cerco di aprire le manette ma la chiave non è nel mazzo, allora con pazienza ed un enorme sforzo cerco un’ appiglio o una sporgenza nel tronco per sfilarmi il cappuccio, dopo molteplici tentativi ci riesco, adesso anche se ho le mani legate posso tornare a casa.

Ammanettata, nuda e scalza mi incammino sperando di non incontrare nessuno per la strada, sarebbe molto imbarazzante dovergli spiegare perché sono in quella situazione, dopo un’ ora di cammino giungo a casa dove c’ è il mio amore che mi sta aspettando ed appena mi vede, mi viene incontro mi prende in braccio ed invece di liberarmi mi porta in casa, mi adagia sul letto e mi scopa ancora una volta, meraviglioso, dopo tanta fatica finalmente il paradiso…………………………………….

15 luglio 2017

Sulla riva del lago

Nelle vicinanze della nostra casa c' è un laghetto circondato da molti alberi, non è molto conosciuto e quindi poco frequentato, in estate con il mio compagno ci andiamo spesso per prendere il sole e magari fare un bagno immersi nella natura e lontani da occhi indiscreti, l' ultima volta che ci siamo andati, dopo essermi spogliata, mi sono distesa sulla piccola spiaggia a prendere il sole, lui mi viene vicino e mi sussurra all' orecchio: "oggi non ho tanta voglia di starmene sotto il sole, perché non facciamo qualcosa di speciale?", quel suo qualcosa di speciale mi attizza sempre e senza neanche sapere cosa ha in mente, certa di gustandomi un pomeriggio incantevole, gli dico che sono prontissima per ogni sua richiesta.
Si allontana un attimo per tornare con quattro paletti, mi chiede di spogliarmi completamente, mi  fa stendere sulla sabbia e mi fa allargare braccia e gambe, poi conficca nel terreno i paletti, colpendoli con un sasso a poca distanza dai miei arti, noto che tutti i paletti hanno una lunga catenella, molto probabilmente li aveva preparati prima di venire al lago, la gira intorno ai miei polsi ed alle caviglie per poi chiuderla con un lucchetto, in pochi attimi mi ha legata a croce sulla sabbia, tento di liberarmi, tiro con forza ma i paletti sono ben piantati nel terreno non riesco a spostarli nemmeno di un millimetro, guarda con ammirazione il suo lavoro, ma non è ancora soddisfatto, prende un foulard, lo annoda al centro me lo infila in bocca e lo allaccia ben stretto dietro la testa poi con un' altro mi benda gli occhi, mi piace il modo in cui mi ha legata, sono eccitata e prevedo che il del pomeriggio sarà gustosissimo.
Sono legata, imbavagliata e bendata sotto il sole che bacia la mia pelle, mi rilasso, sento il canto degli uccelli, il frusciare delle foglie e tanti altri piccoli rumori a cui non riesco a dare un' origine, mi immergo nel mondo che mi circonda, sono felice e rilassata, non riesco ne a sentire la presenza del mio compagno e questo mi mette un po' di ansia ma non mi preoccupo perché sono certa che non mi lascerebbe mai alla mercé di tutti.
Immersa nei miei pensieri non mi rendo conto del tempo che è trascorso da quando mi ha legata, credo un paio d' ore anche perché i muscoli delle braccia iniziano a farmi male e vorrei essere liberata, cerco di richiamare la sua attenzione mugolando per quanto mi permette il bavaglio ed agitandomi un po' con il corpo, ma non ottengo nessuna risposta, ho la sensazione che si sia allontanato lasciandomi sola e ben legata, dopo essermi affannata cercando inutilmente di liberarmi sento dei passi avvicinarsi, è lui che ha sentito il mio richiamo e tra poco mi libererà ed allora saprò io come ringraziarlo per la bellissima serata, sento che mi sta girando intorno, sono certa che mi sta osservando da ogni punto di vista e vuole scrutare ogni mio più piccolo dettaglio, poi sento le sue mani che mi accarezzano dolcemente, provo un brivido di piacere, infine si posano in mezzo alle mie gambe, mi sto eccitando, viene sopra di me ed inizia a scoparmi, ho un sussulto, rabbrividisco, il suo corpo emana un profumo di dopobarba che lui non ha mai usato, sono invasa dal terrore: "chi è quell' uomo dentro di me".
Cerco di urlare, di strappare quelle catene che mi tengono legata ma tutto è inutile, stretta in una morsa di terrore mi irrigidisco, non riesco più a muovere un muscolo, spero che questa tortura finisca al più presto, ma il mio violentatore ha una resistenza incredibile che sembra non avere mai fine, se fossi certa che è il mio compagno sarebbe una situazione estremamente eccitante  ma non riuscendo a capire chi fosse quella scopata mi stava andando veramente di traverso.

 Una volta scaricato dentro di me tutto il suo piacere, silenzioso come era arrivato se n' è andato, ero arrabbiatissima, non riuscivo a rilassarmi, mentre lacrime di odio scendevano sul mio volto, sono trasalita di nuovo quando ho sentito altri passi avvicinarsi, ho temuto che il violentatore fosse tornato ed invece era il mio compagno che mi ha liberato dicendomi che si stava annoiando e voleva tornare a casa, con il volto imbronciato ho raccolto i miei vestiti e sono salita in macchina senza dire una parola ma appena chiusa la portiera ho notato che sul porta oggetti c' era una bottiglietta che prima non avevo visto, incuriosita, l' ho presa e l’ ho aperta per annusarla, era lo stesso profumo del violentatore, l' ho guardato scura in volto ed ho visto che sorrideva molto soddisfatto, mi aveva giocato un brutto scherzetto, allora la mia rabbia è esplosa ed ho iniziato a colpirlo sul torace imprecando contro di lui e mentre cercavo di colpirlo ho messo inavvertitamente una mano sul suo inguine ed ho sentito che si stava eccitando, di colpo mi è passata tutta la rabbia, gli ho aperto i pantaloni strappandogli tutti bottoni e tirato fuori il suo enorme cazzone me lo sono fatto sprofondare tutto dentro la bocca ed ho iniziato a succhiare come una pazza, questa volta sono bastati pochi minuti ed è venuto mugolando dentro la mia bocca.
E' vero che mi aveva fatto un bello scherzetto, facendomi passare lunghi attimi di terrore ma è per questo che mi piace e lo adoro....................

10 giugno 2017

Le segrete del Castello

Era trascorso quasi un mese dalla nostra visita al castello, quando Martina, tutta euforica mi chiama dicendomi che il nostro amico Simone, il custode del castello, gli ha comunicato che la settimana prossima sarà a nostra completa disposizione perché il castello è chiuso al pubblico ed i proprietari sono via, mi ha garantito che ti farà provare il brivido di essere incatenata e rinchiusa nella cella più segreta e tetra del castello.
Il solo pensiero di essere rinchiusa in una cella segretissima mi ha provato una fortissima eccitazione ma al tempo stesso anche molta paura, il ricordo di quella cella tetra e buia aveva lasciato il segno, la paura di ripetere una simile avventura stava avendo il sopravvento e non ero intenzionata a ripeterla, ma la mia amica Martina aveva tutto l’ interesse perché accettassi e ha fatto di tutto per convincermi, dandomi della fifona, parolaia e ricorrendo persino al ricatto, colpita nel mio orgoglio ho dovuto accettare.
Ho trascorso tutta la settimana in uno stato di fortissima eccitazione, finalmente avrei immedesimato la damigella rinchiusa in una  vera cella del medioevo, adesso potevo realizzare i miei sogni, ma nel contempo un fortissima paura mi sconvolgeva, non ero sicura di me stessa di come avrei reagito nel momento che i miei carcerieri avrebbero chiuso la porta, ma ormai era troppo tardi e non mi potevo rimangiare la parola data.
Il giorno fatidico ci siamo presentate all’ appuntamento, dopo i saluti Martina ha voluto perdere tempo ed ha chiesto di portarmi subito nelle segrete, abbiamo sceso le solite scale della volta precedente, abbiamo oltrepassato la cella dove ero stata rinchiuse ed in fondo abbiamo sceso un’ altra rampa di scale, l’ ambiente, l’ ambiente era sempre più tetro e la piccola lampada che portava Simone lo rendeva ancora più angosciante, ero fortemente tentata di rinunciare ma la mia amica Martina, posizionata dietro le mie spalle, non me lo avrebbe mai permesso, infatti ad ogni mia incertezza si prodigava a spingermi energicamente in avanti.
Arrivate davanti ad una grossa porta rinforzata con sbarre di ferro ho avuto un attimo di esitazione, dello stesse parere non erano i miei amici che con fare autoritario mi hanno spinto dentro e raccolte le catene dal pavimento le hanno chiuse sui miei polsi poi dopo avermi sollevato le braccia hanno bloccato, con un lucchetto, le catene sopra la testa, in quel momento ho avuto paura, l’ ambiente era irreale, ho gridato, volevo rinunciare, Martina per calmarmi prima mia ha abbracciata poi mi ha infilato la sua lingua in bocca e per finire con decisione mi ha strappato le mutandine ed infilato due dita dentro la fica, in quell’ istante tutte le paure sono scomparse lasciando il posto ad fortissimo orgasmo.
I miei carcerieri sono usciti dalla cella chiudendo la porta a chiave, il grande piacere che avevo provato mi stava abbandonando, appena tornata alla realtà ho preso visione della situazione in cui mi ero cacciata, la cella buia e malsana con una piccola apertura sul soffitto che faceva entrare a fatica un piccolo raggio di luce, un’ infinità di ragnatele che si appiccicavano alla mia pelle, tutto intorno una grande quantità oggetti accumulati nel tempo facevano capire che quella cella non era stata più usata da molti anni ed io adesso mi trovavo rinchiusa ed incatenata, un vero incubo.
Mentre ero rinchiusa ed incatenata ho avuto modo di riflettere e sono arrivata ad una conclusione: dentro a quella cella c’ erano troppi oggetti abbandonati da secoli, le catene dovevano chiudersi con molta difficoltà ed invece è stato facilissimo chiuderle su di me,  la mia amica Martina ed il custode avevano programmato da tempo la mia “avventura”, ho tratto la conclusione che accettando ho favorito il loro scopo.
Dopo molte ore passate a tormentarmi in quella tetra cella, finalmente la porta si è aperta e la mia amica è apparsa sulla porta, prima ha aperto il lucchetto che teneva le mie braccia incatenate alla parete poi mi ha detto: “voglio dardi una bellissima notizia, Simone ci concede di restare al castello tutta la notte, io la trova favolosa, tu cosa dici accettiamo……….” e senza aspettare la mia risposta ha bloccato la parte terminale della catena ad un anello sul pavimento, poi con ironia mi dice: “sono felice che tu abbia accettato, ci vediamo domani mattina……..” ed esce chiudendo nuovamente la porta.
Ero arrabbiatissima, non approvavo le loro decisioni, non avevo accettato le sue richieste, mi trovavo nuovamente rinchiusa dentro quella orrida cella, non sarei mai riuscita ad uscire da li dentro con le sole mie forze per cui ho dovuto rassegnarmi e cercare di trascorrere il tempo rimanente nel miglior modo possibile, ma non sarebbe stato facile, il buio ed il cattivo odore invadevano oltre che l’ ambiente anche la mia mente, sarebbe stata una nottata da incubo……………………………………… ma perché mi lamento, non è quello che vado sempre cercando………………….

13 maggio 2017

Il Castello

L 'altra domenica sono andata con la mia amica Martina a visitare un castello situato a pochi chilometri dalla nostra abitazione, la visita era consentita esclusivamente ai giardini, alla cappella e ad alcuni locali dove erano esposte numerose armature, la nostra curiosità era quella di poter visitare le segrete dove venivano rinchiusi i prigionieri.
Durante la visita abbiamo incontrato il custode, un giovane di bell' aspetto molto simpatico con il quale abbiamo subito fatto amicizia, ci siamo intrattenute per molto tempo a parlare con lui, ci ha spiegato tutta la storia del castello, dei suoi abitanti e dei suoi fantasmi.
Visto che era nata un' amicizia, Martina gli ha espressamente chiesto di poter visitare le segrete,  perché esercitavano, su di me, un fascino ed una curiosità incredibile, mentre io diventavo rossa come un peperone per l’ imbarazzo Martina cercava, con ogni mezzo, di convincere il custode ad esaudire la nostra richiesta e non esitava a provocarlo anche sessualmente.
 Le provocazioni di Martina avevano mandato in visibilio il custode il quale ha accettato di farci visitare il sotterraneo  dove c' erano una serie di celle molto anguste, ma non subito, perché in quel momento i proprietari del castello erano li disobbedendo agli ordini avrebbe rischiato il licenziamento, ci ha proposto di ritornare giovedì prossimo, giorno chiusura per visite nel quale anche i proprietari sarebbero stati assenti, ci avrebbe fatto visitare tutto il castello anche i luoghi più segreti, la promessa era allettante, non potevamo perdere una simile occasione,  saremo ritornate il giorno stabilito.
 Ho trascorso i giorni che mancavano all’ appuntamento in piena euforia, non riuscivo ad immaginarmi cosa avrei visto e trovato, qualsiasi cosa sarebbe stata un’ esperienza esaltante,
Giovedì pomeriggio ci siano presentate all’ appuntamento, Martina era vestita in modo estremamente provocante ed alla sua vista al custode è rimasto senza fiato, immaginandosi la lauta ricompensa che avrebbe ottenuto, ci ha fatto visitare tutto il castello, sale e saloni immensi, pieni di cimeli, affreschi e meravigliosi dipinti, poi la nostra richiesta le prigioni, si è procurato una lampada a petrolio poi da un cortile interno ci ha condotte lungo una scalinata piccola e buia, illuminata solo da una fievole luce della lampada in un sotterraneo dove su ambe le parti c’ erano le celle chiuse da spessissime porte di legna rinforzate con sbarre di  ferro.
Alla vista di quell’ angusto luogo il mio cuore ha iniziato a battere forte per l’ emozione, ero in subbuglio, Martina vedendo il mio stato ha subito chiesto di aprire una cella, il custode ha preso una chiave appesa ad una parete ed ha aperto una cella, io eccitata e titubante mi sono affacciata per visionare l’ interno fermandomi sulla soglia, in quel preciso momento Martina che era alle mie spalle mi ha dato una forte spinta facendomi fare quattro passi dentro la cella e contemporaneamente ha chiuso la porta alle mie spalle, ho cercato di uscire immediatamente ma era troppo tardi il portone della cella era stato chiuso con il grosso catenaccio, sono stata colta impreparata non avevo calcolato di essere rinchiusa, avevo paura cosi ho iniziato a battere i pugni sulla porta gridando di essere liberata, ma dall’ altra parte della porta non ho ricevuto nessuna risposta, quel silenzio era la conferma dei miei sospetti, mi avrebbero liberato solo dopo che avesse fatto i suoi comodi, Martina non era venuta cosi provocante solo per visitare il castello, il suo scopo era un’ altro e per quello non mi voleva tra i piedi, cosi ha approfittato delle mie debolezze ed ha unito l’ utile a dilettevole ed il gioco era fatto.
Rassegnata alla mia detenzione ho guardato dentro la cella controllando ogni particolare e quello che ho visto non è stato piacevole, una cella piccolissima tutte le pareti in pietra con solo una piccolissima finestrella in alto su di una parete dalla quale entra a fatica un raggio di luce, un giaciglio di pietra e niente altro, uno sgradevole odore di rinchiuso fanno il luogo più tetro in cui sono stata rinchiusa, se non venivano a liberarmi non avevo nessuna possibilità di uscire da quel luogo maledetto, più il tempo passava più venivo invasa dall’ angoscia e dalla paura, ho provato a rilassarmi adagiandomi sul duro giaciglio sperando di essere liberata al più presto.
 Ho sentito aprirsi la porta quando dalla finestrella non entrava più la luce del sole, mentre ero già pronta trascorrere tutta la notte dentro quel buco, appena aperta la porta ho abbracciato la mia amica in segno di ringraziamento per avermi liberata, Martina sorridente ha ricambiato l’ abbraccio dicendomi: “adesso ce ne andiamo perché stanno arrivando i proprietari ma torneremo molto presto e in quell’ occasione mi ha promesso che ti richiuderà nella cella più tetra e buia del castello ed in quell’ occasione sarai anche incatenata”.
A sentire il suo programma ho avuto un brivido che mi ha sconvolto ma allo stesso tempo mi ha eccitata enormemente, se ho provato dei brividi ad essere solo rinchiusa figuriamoci ad essere anche incatenata, magari con i ferri dell’ epoca, credo sarà un’ esperienza incredibilmente esaltante………………………….

15 aprile 2017

La collezione

Sta arrivando la bella stagione e  come si fa per la casa è il momento di pulire e mettere in ordine tutti i miei "giocattoli", cosi una sera ho preso tutti i miei oggetti di restrizione (manette, leg irons e lucchetti) le ho messi dentro la lavastoviglie e gli ho fatto fare un accurato lavaggio poi ancora caldi li ha adagiati sul letto e poi con molta cura e dedizione li ho presi uno ad uno e con uno straccetto li ho lucidati rimuovendo le ultime tracce del lavaggio e con una goccia di olio ho lubrificato il meccanismo di chiusura.
Alla fine, molto soddisfatta del il mio lavoro, ho ammirato tutti quei bellissimi oggetti sparsi sul letto, non sono riuscita a trattenermi, erano bellissimi, lucenti e disponibili per essere usati, non ho resistito molto e raccolto il primo paio di leg irons l' ho chiuso con grandissimo piacere sulle mie caviglie, poi sono scesa dal letto ho fatto alcuni passi per guardarmi allo specchio, le mie gambe vincolate da quei ferri luccicanti le facevano apparire molto più belle, quella visione mi piaceva ed allo stesso tempo mi eccitava.
 Però avere solo la gambe legate non mi bastava cosi ho preso un paio di manette e le ho chiuse sui miei polsi, non contenta ne ho prese un' altro paio ed ho fatto la stessa cosa, poi un' altro ed un' altro ancora, le mie braccia erano sempre più bloccate, godevo vedendo la mia immagine riflessa nello specchio, adoravo quel bellissimo luccichio delle manette chiuse sui miei polsi, mi sentivo sempre più bella ed eccitata, cosi ho raccolto l' ultimo paio, un bellissimo paio di "Hiatts 1504" con cerniera e con molta pazienza sono riuscita a chiuderli sui miei polsi, adesso ero contenta, immobilizzata e soddisfatta.
Senza neanche rendermene conto avevo chiuso sui miei polsi più di otto paia di manette e sulle caviglie quattro leg irons, più mi guardavo allo specchio più mi eccitavo, tutti quei ferri limitavano moltissimo i miei movimenti e ciò esaltava il piacere sentirmi impotente, piacevolmente prigioniera.
Il tempo era trascorso velocemente e senza rendermene conto era arrivato il momento in cui dovevo preparare al mio compagno che stava rientrando da lavoro, ho preso le chiavi per liberarmi ma dopo alcuni tentativi mi sono resa conto che era impossibile, l’ ultimo paio, le meravigliose “Hiatts 1504” erano chiuse sui miei polsi con i buchi delle serrature dalla parte sbagliata ed era già la seconda volta che mi capitava, il mio compagno avrebbe avuto molto da ridire sulla mia sbadataggine, sono certa che non sarebbe stato molto contento trovarmi ammanettata e costretta ancora una volta a chiedere il suo aiuto, ho provato in tutti i modi ma tutto è stato vano, rassegnata ho atteso il suo ritorno pronta ad ogni sua reazione.



Appena è entrato in casa, vedendomi ammanettata mi ha detto “ma allora è un vizio farti trovare sempre legata, io penso che tu lo faccia apposta per farti punire per la tua negligenza” non ho risposto ma gli ho solo mostrato i polsi in modo da facilitare la mia liberazione, ha raccolto le chiavi e stava per liberarmi, ma poi ci ha ripensato ed invece di aprire le manette ha liberato le caviglie dai leg irons, mi ha portata in camera e fatta distendere sul letto, ha fatto passare i leg irons tra le sbarre della testata e li ha chiusi sulle manette, immobilizzandomi sul letto.
Con tutta la sua calma si è spogliato, ha preso un paio di forbici ed ha tagliato i miei vestiti poi è salito su di me e mi ha scopato facendomi urlare di piacere, è stato semplicemente meraviglioso, poi si è rivestito mi ha salutato dicendomi: “visto che non hai preparato nulla da mangiare dovremo andare a cenare al ristorante” e  gettando le chiavi sul letto: “se riesci a liberarti puoi raggiungermi li, sarò ben lieto di cenare con te……..”.
Non sarei mai riuscita a liberarmi neanche avessi avuto la forza di rompere le catene tantomeno  a raggiungerlo, voleva darmi una lezione ed aveva trovato un modo che per me sarebbe stato il più piacevole, ho atteso il suo ritorno rilassata e piacevolmente legata immaginandomi il gustosissimo dopo cena…………………………….

15 marzo 2017

Come una principiante 3° parte

Il mio nuovo vicino era entrato a far parte della mia vita in modo permanente, nonostante abitassimo ognuno nel proprio appartamento, le mie visite presso la sua abitazione erano frequenti e molto appaganti a tal punto che non potevo fare a meno di lui.
Un giorno mi comunica che dovrà assentarsi per motivi di lavoro per circa una settimana, gli chiedo se posso seguirlo, mi risponde che l' azienda per la quale lavora non approverebbe cosi sono costretta a restare a casa, sono talmente assuefatta alla sua presenza che non ne posso fare a meno, allora mi viene un' idea, se non posso seguirlo allora faro in modo che sia lui a costringermi a restare, ed il modo più adatto e farmi richiudere e incatenare nella mia prigione situata nel mio seminterrato, è l' occasione giusta visto che da quando mi sono lasciata con il mio ex compagno non l' ho più usata.


Gli spiego cosa ho in mente e lo invito a raggiungermi a mia casa, scendiamo nel seminterrato e davanti ad una parete, che all' apparenza sembra pulita e senza aperture, gli faccio premere un pulsante seminascosto e come per magia si apre magicamente una porta per accedere alla  cella, entriamo e gli spiego che se non vuole portarmi con se dovrà incatenarmi e rinchiudermi li dentro per tutto il periodo che lui sarà assente, gli faccio vedere che posso resistere per molti giorni perché c' è l' acqua corrente ed  il water, manca solo del cibo che naturalmente andremo ad acquistare, è perplesso, gira per la cella controllando ogni dettaglio, raccoglie le catene da terra e le controlla minuziosamente, sono composte da un collare di ferro collegato ad una lunga catena fissata sul muro ed a sua volta è collegato a due ceppi per i polsi e per le caviglie, prova a tirarlo per vedere se è ben fissato, apre il rubinetto dell' acqua e ne beve un sorso come per sincerarsi che fosse potabile, infine fa scaricare il water e ritenuto che tutto fosse perfettamente funzionante mi dice: "ok, andiamo ad acquistare il cibo non vedo l' ora di esaudire il tuo desiderio........", andiamo al supermarket, acquistiamo numerose confezioni di cibo confezionato a lunga conservazione, mettiamo tutto in una grossa scatola di cartone e lo portiamo nella cella.

Mi spoglio completamente e getto i vestiti fuori della porta, poi lo invito ad incatenarmi raccomandandogli di chiudere bene i ceppi perché mi dispiacerebbe molto se riuscissi ad evadere, lui sorride e mi garantisce che non sarà assolutamente possibile che io mi possa allontanare da li, vedermi nuda ed incatenata  lo eccita moltissimo e senza perdere un attimo mi  stende per terra e mi scopa con grandissimo vigore, urlo tutto il mio piacere mentre scarica dentro di me tutto il suo seme, alla fine soddisfatto si è alza e senza nemmeno salutarmi e con l’ indifferenza più totale se n' è va chiudendo la porta alle sue spalle, sento la serratura scattare, finalmente sono la sua prigioniera, non vedevo l' ora che questo accadesse e questo è solo l' inizio.
Era passato molto tempo da quando il mio ex compagno mi aveva rinchiusa li dentro, non ero riuscita a trovare ne la persona ne il momento giusto per usare la mia amatissima prigione, questa era il momento giusto e me lo sarei goduto minuto per minuto, la tenue illuminazione ed il tepore dell’ aria rendevano quel luogo veramente eccitante.
Non sapevo quando sarebbe tornato a liberarmi, il cibo stava quasi per finire ed io avevo perso ogni speranza di salvezza quando ho udito uno scatto molto familiare, la porta si stava aprendo era arrivata l' ora della mia liberazione, l' ho visto entrare e gli sono corsa incontro ma sono stata bloccata subito dalle catene, sono crollata in un pianto dirotto, mi ha abbracciata, accarezzata, baciata ed appena mi sono calmata ho chiesto ardentemente di fare l' amore con lui.
Non mi ha deluso e ha subito iniziato ad esaudire le mie voglie, poi mentre ci stavamo rilassando si è alzato ed ha controllato tutto il locale come se fosse la prima volta che vi entrava e vedendo che in un cartone era rimasto ancora del cibo mi ha detto: " credo che questo cibo sia sufficiente per almeno due tre giorni, sarebbe un peccato doverlo gettare, cosi ho deciso di farti un ulteriore  regalo, ti lascerò ancora rinchiusa in modo da non sprecare nulla" e senza dire altro e uscito richiudendosi la porta alle sue spalle.
Aveva imparato in fretta a comportarsi come un vero padrone, rigido, determinato, autoritario ed insofferente alle mie suppliche, era quello giusto, quello che da molto tempo stavo cercando...........................

19 febbraio 2017

Come una principiante 2° parte

Proprio come una principiante che vuole fare self bondage, presa dall' euforia e dal piacere del momento dimentica le più elementari regole di sicurezza, cosi avevo fatto, eccitata dalla mia immagine riflessa nello specchio mi sono distratta e sono rimasta ammanettata e non sono più riuscita a liberarmi, cosi sono dovuta ricorrere all' aiuto del mio nuovo vicino che fortunatamente è stato molto disponibile, al termine dell’ avventura la più soddisfatta sono stata io che ho trovato in lui un grande amatore e forse un nuovo compagno di giochi.
Avevo una gran voglia di rivederlo cosi alcuni giorni dopo con la scusa di ringraziarlo mi sono presentata a casa sua, ma le mie intenzioni erano altre cosi nella mia borsetta avevo messo due paia di manette e due di leg irons, suono alla porta, mi apre e noto che è ben felice di rivedermi, accenna ad una battuta: "hai nuovamente bisogno di aiuto.........", gli rispondo dolcemente: "al momento voglio solo ringraziarti ma............. per il futuro chissà che non ne abbia bisogno", sorride e mi fa entrare.
Ci sediamo sul divano, mi offre da bere e parliamo di noi, inizia a chiedermi  dei miei gusti un po’ particolari, dei miei interessi, ma soprattutto del piacere che provo quando sono legata, la sua vicinanza mi mette a mio agio, mi piace sia per l' aspetto che per il carattere, vicino a lui mi sento sicura, gli racconto tutto di me, della mia seconda vita, noto con grandissimo piacere che non si perde una parola delle mie delucidazioni, sono certa che apprendere ciò che faccio lo eccita moltissimo e sono sicura che non vede l' ora di legarmi e scoparmi.
Gli chiedo di andare in bagno per rinfrescarmi, dopo pochi attimi  esco furtivamente dal bagno ed entro nella sua camera da letto, come speravo ha un letto con la testata in ferro ideale per quello che ho in mente, rapidamente mi spoglio, mi distendo sul letto, prendo i leg irons dalla borsetta e li chiudo sulle mie caviglie e poi agli angoli del letto, infine mi ammanetto alla testata, sono nuda e legata nel suo letto ad "spred eagle", pronta e disponibile per esaudire tutti i suoi desideri.
Non vedendomi tornare, sento che si alza e va nella direzione del bagno, mi chiama, bussando leggermente alla porta e chiedendomi se tutto va bene, sento che apre la porta del bagno e non trovandomi viene verso la camera da letto, appena aperta la porta rimane meravigliato di trovarmi cosi, gli sorrido e gli dico che volevo ringraziarlo ulteriormente per l' aiuto che mi aveva dato e quello ero il modo più intrigante e sensuale che io conosca.
La visione del mio corpo nudo legato nel suo letto, disponibile a tutto il su piacere, l' ha subito eccitato, si è spogliato immediatamente, era pronto ad iniziare una favolosa scopata, l' ho fermato un attimo: "ti chiedo un favore, nella fretta ho dimenticato di mettermi la ball gag, sei cosi gentile di mettermela tu, è dentro la mia borsetta e mi raccomando stringila bene altrimenti perde tutto il suo fascino", non se l' è fatto ripetere ha preso la ball gag dalla borsetta e me l' ha infilata dentro la mia bocca poi ha stretto molto forte le cinghie dietro la testa come gli avevo chiesto ed infine è salito sopra di me e mi ha scopato alla grande facendomi mugolare con grandissima soddisfazione.
Dopo avermi scopato alla grande si è steso accanto, appoggiando la testa sul mio braccio ammanettato al letto ed ha iniziato a carezzarmi in modo talmente sensuale che è riuscito a farmi venire un altro paio di volte, poi la sua mano si è infilata tra le mie gambe e dopo aver raccolto il succo del nostro amore me lo ha spalmato sotto le labbra senza rimuovere la ball gag, è stato come se mi scopasse ancora in bocca è stato meraviglioso.
Dopo essersi concesso il bis mi ha liberato e mi ha detto che voleva rivedermi, gli ho sorriso: "credo che questo sia il primo incontro di una lunga serie.........", l' ho baciato e mentre stavo per andarmene mi ha richiamato dicendomi: "ti sei dimenticata dei tuoi giocattoli", "non me ne sono dimenticata, li lascio qui da te, casomai la prossima volta li dovessi dimenticare sono già qui pronti e disponibili per una nuova avventura"....................................................