20 gennaio 2018

Ricordi d' estate..........2° parte

Avevo eseguito i suoi ordini mi ero recata nel luogo da lui indicato e mi ero incatenata alla roccia, avevo atteso pazientemente il suo arrivo ed avevo goduto del trattamento che mi aveva riservato, poi se n' era andato via lasciandomi legata per tutta la notte, in un primo momento la situazione mi piaceva, legata in mezzo a quella radura con la mia fantasia navigavo in un mondo fantastico immaginando di essere stata rapita ed incatenata in attesa di un riscatto, poi con il calare delle tenebre la situazione è peggiorata, la notte senza luna rendeva quel posto tetro ed irreale e man mano che la notte si inoltrava i rumori del bosco ed i versi degli animali notturni aumentavano creando dentro me un terrore incontrollabile, a tutto ciò si sommava il tetro rumore che facevano le catene appena mi muovevo, mi sono avvolta strettamente nella coperta fasciandomi anche la testa in modo da estranearmi il più possibile da quel mondo pieno di rumori sconosciuti e per me paurosi, solo poco prima dell' alba, stanca e sfinita per la tensione accumulata, mi sono addormentata.
Quando sono stata svegliata il sole era già alto nel cielo, al mio compagno che era venuto a liberarmi, gli ho raccontato della notte passata nel terrore, piena di rumori ed urla di animali e della mia paura che non riuscivo a controllare, non mi ha creduto, mi ha detto semplicemente che se avevo avuto paura non mi avrebbe trovata addormentata, non ho avuto il coraggio di replicare.
Con una chiave ha aperto il lucchetto che mi legava alla roccia, ".......non ho con me le altre chiavi per cui credo che non avrai nulla in contrario se farai il tragitto fino a casa incatenata............. ", ha preso in mano la catena e mi ha condotta come un cagnolino verso casa, questa nuova situazione mi piaceva moltissimo mi eccitava, era quella che avevo sempre sognato, legata con le catene e condotta come una vera schiava dove voleva il mio padrone, ero talmente felice che lo avrei seguito in capo al mondo senza opporre la minima resistenza, senza lamentarmi ed incurante se nel tragitto qualcuno mi avesse notato, mi importava solo di essere la sua prigioniera, la sua schiava.
Il percorso è stato molto duro e la strada molto impervia con le catene che limitavano molto i miei movimenti ma nonostante i miei poveri piedi e le  caviglie fossero doloranti ero felicissima di quella situazione, mi piaceva molto, avrei desiderato che quel tragitto non finisse mai tanto era eccitante essere portata al "guinzaglio" dal mio padrone.
Giunti in prossimità dalla nostra casa mi ha detto: "Abbiamo ancora un giorno a disposizione, lascio a te la scelta, dove vuoi che chiuda questo lucchetto?", a queste sue parole il mio cuore ha iniziato a battere velocemente, mi avrebbe tenuta incatenata per un' altro giorno lasciandomi scegliere dove volevo legarmi, ero eccitatissima e senza pensarci due volte ho risposto: "Nel rifugio".
Tenendo in mano la catena mi ha portata dove gli avevo chiesto, abbiamo percorso il lungo cunicolo e arrivati dentro al rifugio ha chiuso con il lucchetto la catena ad un anello fissato su una parete, appena ho sentito quel meraviglioso suono..... click..... sono caduta in ginocchio spalancando la bocca l' avrei ringraziato nel migliore dei modi e la sua risposta non si è fatta attendere, mi ha subito riempito la bocca con il suo meraviglioso cazzo che mi è sprofondato in gola, ho leccato, succhiato con tutta la mia passione fino a quando ha scaricato nella mia bocca il suo gustosissimo nettare, poi senza neanche degnarmi di uno sguardo se n' è andato chiudendosi alle spalle il grosso portone, ho sentito gli scatti della serratura ed i suoi passi che si allontanavano piano piano poi il buio ed il silenzio profondo, ancora una volta ero prigioniera in quel luogo meraviglioso dove il tempo sembra fermarsi, ero talmente felice ed euforica che non ho resistito, mi sono carezzata dolcemente fino a procurarmi un incredibile orgasmo, ero molto provata e stanca ma talmente felice che mi sono rannicchiata addosso alla parete e mi sono addormentata ................................. un riposo davvero meritato...................

23 dicembre 2017

Ricordi d' estate...........

Avevamo programmato un fine settimana nella nostra casa in campagna, poiché il mio compagno doveva finire alcuni lavori ero partita da sola e nell' attesa del suo arrivo avrei messo in ordine la casa.
Entrata in casa ho trovato una sorpresa, sul tavolo c' erano moltissime  catene e lucchetti e molte foto di una ragazza intenta ad incatenarsi, una busta chiusa indirizzata a me, mi sono eccitata ed incuriosita, ho aperto subito la busta dentro c' era un foglio su cui era disegnato un percorso ed uno con la descrizione dettagliata di cosa che avrei dovuto fare, l' ho letto molto attentamente, mi diceva di aver trovato su internet una storia che gli era piaciuta e voleva farmela ripetere nei minimi dettagli, per questo si era procurato a mia insaputa tutto il materiale che faceva bella mostra sul tavolo, quando mi propone qualche una nuova avventura non riesco mai a dire di no, anzi fremo fino a quando non sono riuscita a realizzarla, man mano che leggevo le sue istruzioni mi eccitavo incredibilmente e per non dimenticare ciò che mi ordinava ho letto più volte imprimendo nella mia mente tutti i dettagli descritti nel foglio.
Punto primo mi dovevo spogliare completamente ed indossare la cintura ci castità, raccogliere tutte le catene e tutti i lucchetti per poi dirigermi dentro il bosco seguendo il percorso da lui indicato nella mappa, senza pensarci due volte mi sono spogliata ed ho chiuso la cintura su di me, era la prima volta che indossavo un oggetto simile, mi dava una sensazione di sottomissione, di privazione quasi quanto le catene, poi ho raccolto tutte le catene che erano sul tavolo e seguendo la mappa ho iniziato a dirigermi verso il percorso indicato, aveva segnato tutto il percorso con nastri rossi per cui non è stato difficile seguirlo, ad un certo punto le indicazione mi portavano all' interno del bosco dove si apriva una radura al centro un grande sasso su cui era saldamente conficcato un grosso anello di metallo, quello era il punto di arrivo.
Le istruzioni dicevano che dovevo chiudere i ceppi delle catene sul collo, polsi e caviglie e l' estremità della catena andava chiusa con uno dei lucchetti su l' anello conficcato nella roccia, non c'erano chiavi per cui una volta chiusi i lucchetti sarei rimasta prigioniera fino a quando non sarebbe venuto a liberarmi, ero emozionatissima ma anche titubante mentre mi apprestavo ad eseguire i suoi ordini mi domandavo quanto tempo mi avrebbe tenuta incatenata, sebbene quel gioco mi piacesse molto dentro di me covavo una paura tremenda di essere scoperta da qualche malintenzionato che mi notasse, legata ed indifesa, ed approfittasse di me, ma il piacere di essere sottomessa ed obbedire incondizionatamente a quello che mi aveva "ordinato" era troppo forte e pensando solo al piacere che avrei provato mi sono incatenata come lui mi aveva detto di fare, era una sensazione bellissima, le catene erano molto pesanti che faticavo a sostenerle ed una volta chiuso l' ultimo lucchetto sarei rimasta prigioniera come lui mi voleva.
Ho iniziato ha chiudere un lucchetto dietro l' altro ed ad ogni "click" sentivo come una scarica elettrica che percorreva tutto il mio corpo, poi "il punto di non ritorno"........... l'ultimo click sull' anello conficcato nella roccia, quello mi avrebbe tolto ogni libertà, ogni possibilità di tornare indietro, ero tormentata dall' incertezza su cosa fare, fermarmi o proseguire, il mio cuore batteva talmente forte da udire distintamente i suoi battiti, poi la decisione finale, dovevo obbedire hai suoi ordini ho preso l' ultimo lucchetto, l' ho messo nell' ultimo anello della catena, l' ho collegato all' anello sulla roccia e con decisione l' ho chiuso, ero prigioniera, ho provato una profonda sensazione di pace e non mi importava se non avevo a disposizione nessuna chiave per potermi liberare, dovevo solo aspettare il suo arrivo per ridarmi la libertà.
Incatenata in quel luogo a stretto contatto con la natura era bellissimo, sentire tutti i rumori del bosco mescolati a quelli delle mie catene mi dava sensazioni molto piacevoli, il tempo passava lentamente e la lunga permanenza stava attenuando sempre più il mio stato di benessere facendo affiorare timori e paure nascoste.
Il sole stava tramontando ed il mio compagno non era ancora arrivato, i rumori del bosco non erano più dolci e melodiosi come in pieno giorno, iniziavo ad avere paura, mi sarei messa ad urlare per chiedere aiuto ma da quel luogo solitario e molto distante da centri abitati nessuno mi avrebbe sentita, poi improvvisamente nel momento più critico in cui stavo per crollare è arrivato il mio salvatore, bellissimo, sorridente, adorabile, vedendo che avevo eseguito nei dettagli ogni suo ordine è rimasto soddisfatto, la mia nudità e le mie catene lo hanno eccitato, mi ha tolto la cintura di castità e mi ha scopato in come solo lui sa fare................... semplicemente meraviglioso......................

 "Sei stata eccezionale, una schiava perfetta, obbediente ed eccitante, meriti un premio........." si è allontanato per tornare subito dopo con del cibo ed una coperta, "........ed il miglior premio che ti possa dare e questo: ti lascerò legata per tutta la notte così potrai assaporare le bellezze notturne di questo meraviglioso luogo.........", mi ha rimesso la cintura di castità e se n' è andato lasciandomi sola, legata ed impaurita mentre quel luogo diventava sempre più buio, mentre i suoni che durante il giorno mi avevano procurato immenso piacere si facevano sempre più cupi  e paurosi, poiché non sarei mai riuscita a fuggire, mi sono raggomitolata ed avvolta nella coperta pregando che la luce del giorno arrivasse prima possibile.....................................

30 novembre 2017

Ripetere l' avventura

Un pomeriggio avevo invitato a casa mia le mie amiche, mentre sorseggiavamo un drink, il discorso  è caduto sull' avventura che Serena mi aveva organizzato: "l' arresto in strada" descrivendola con nei minimi particolari e descrivendo tutte le sensazioni, le paure ed i piaceri che l' avventura stessa ci aveva offerto, le mie amiche seguivano con molto interesse il mio racconto e ne erano visibilmente affascinate, poi a Serena  è venuta un' idea. "perché non ripetere tutte insieme la stessa avventura e questa volta ad essere arrestate sarete in tre..........", le mie amiche prese alla sprovvista non sapevano cosa dire, erano un po' titubanti ma dai loro occhi si capiva benissimo che la proposta era alquanto eccitate molto ma non avevano il coraggio di ammetterlo, io al contrario ho subito accettato ed ero talmente entusiasta che sono riuscita convincerle nonostante la loro ritrosia.
Senza perdere tempo ci siamo truccate in modo molto appariscente, indossato degli abiti che non lasciavano dubbi sui personaggi che dovevamo interpretare ed una parrucca non farci riconoscere casomai qualche nostro amico o conoscente assistesse per puro caso al nostro stravagante gioco, Serena ha voluto utilizzare la sua auto per portarci nella piazzola della medesima strada in modo che una volta scese se avessimo avuto qualche ripensamento non sarebbe stato possibile andarcene senza di lei, per il momento nessuna ha obbiettato ma una volta scese dall' auto la faccenda si è fatta molto seria.
Erano passati pochi attimi dal momento che Serena se n' era andata che molti automobilisti si fermavano e credendo che fossimo delle vere professioniste tentavano degli approcci molto eloquenti che a stento riuscivamo a rifiutare, il tempo passava e più la situazione si faceva sempre più imbarazzante tanto che abbiamo dovuto nasconderci all' interno del boschetto adiacente la strada nell' attesa dell' arrivo della nostra amica che tardava ad arrivare, solo dopo alcune ore di snervante attesa è arrivata con tanto di lampeggiante blu sul tetto dell' auto, gli ultimi automobilisti rimasti, credendo che fosse una retata della polizia, sono fuggiti sgommando ed appena scesa dall' auto,  vestita da poliziotta e con fare autoritario ci ha fatte mettere con le mani appoggiate all' auto a gambe divaricate, poi ci ha ammanettate con i polsi dietro la schiena e con una catena ha collegato le manette, poi con molta calma ha effettuato una lunga ed attenta perquisizione senza tralasciare nessun punto del nostro corpo, quelle mani che frugavano e toccavano in punto del mio corpo mi eccitavano incredibilmente ed a malapena riuscivo a trattenermi, ero vicina a raggiungere un orgasmo, anche le mie amiche apprezzavano quei toccamenti ma il loro desiderio imminente era di allontanarsi in fretta da quel posto prima che qualcuno, insospettito, allarmasse le forze dell' ordine, infine ha preso dei leg irons e li ha chiusi sulle nostre caviglie, come fossimo delle pericolosissime criminali.


Dopo averci legate e perquisite approfonditamente ci ha fatto salite sui sedili posteriori, messe le cinture di sicurezza ed incatenate ai supporti del sedile, poi con tutta calma è partita per portarci "in prigione"....., il gioco era molto eccitante ma un senso di paura e timore aleggiava dentro di noi, temevamo di essere fermati da una pattuglia di veri poliziotti e non credo che vedendoci cosi legate una semplice banale spiegazione sarebbe stata sufficiente, ma a Serena questo non importava e per arrivare a casa sua dove eravamo dirette ha percorso la strada più lunga, prolungando la mostra apprensione, dopo un viaggio interminabile finalmente siamo giunte a destinazione e per evitare gli sguardi indiscreti del vicinato, ha parcheggiato l' auto dentro al suo garage, abbassata la saracinesca siamo scese dall' auto e condotte, sempre ammanettate, nel suo seminterrato dove, per i suoi giochi ed il suo piacere, aveva fatto costruire una vera e propria prigione con tanto celle con sbarre di acciaio, un posto incredibilmente eccitante.


Per controllare che non avessimo armi od oggetti nascosti ha eseguito una seconda minuziosa e sensuale perquisizione, dopo aver rimosse le catene ci ha rinchiuse dentro le celle, sentire il cancello che si chiudeva con un rumore che pareva assordante e la serratura che scattava togliendoci la nostra libertà mi ha procurato un piacere incredibile, assicuratasi che non saremo potute evadere per nessun motivo se n' è andata, solo alcune ore più tardi è tornata, ma il suo sguardo non prometteva nulla di buono, cosi con un sorriso che aveva del perverso ci ha detto: "generalmente quando uno viene arrestato è poi ascoltato dai PM che decidono se convalidare l' arresto o rimetterlo in libertà, purtroppo il mio PM nel fine settimana non lavora cosi resterete rinchiuse fino a lunedì", ci siamo guardate stupite, quel gioco che doveva durare un pomeriggio si stava protraendo più del dovuto e trascorrere tutto il week end rinchiuse non rientrava nei nostri piani, purtroppo per noi solo Serena aveva le chiavi per poterci liberare e conoscendola se aveva deciso cosi nessuno gli avrebbe mai fatto cambiare idea, nonostante le lamentele delle mie amiche ero felice di questo cambiamento di programma e restare tutto il week end rinchiusa dentro quella cella era la parte più bella ed eccitante di questa avventura..................

21 ottobre 2017

L' inversione dei ruoli

Nella vita ogni tanto bisogna cambiare altrimenti è una monotonia, cosi per dare un pizzico di fantasia alla nostra relazione abbiamo deciso che per una volta ci saremo scambiati i ruoli, sarebbe stato il mio schiavo per un giorno.
Una volta stipulato l’ accordo, non ho voluto indugiare molto cosi gli ho chiesto di spogliarsi e stendersi nudo sul letto dopo di che l’ ho ammanettato mani e piedi al letto, poi mi sono fermata per ammirarlo, era bellissimo, molto eccitante e soprattutto era a mia completa disposizione, potevo fargli qualsiasi cosa senza avere il più piccolo diniego.
La sua posizione, a spreader eagle, ha eccitato pure lui ed in un attimo il suo cazzo è diventato enorme, non sono riuscita a trattenermi, gli sono salita sopra, glielo ho afferrato e me lo sono fatto sprofondare dentro, era semplicemente divino, me lo sono gustato tutto fino a quando inesorabilmente mi ha riempita tutta, contenta ma non ancora sazia ha voluto farlo tornare esuberante cosi ho preso a succhiarlo fino a quando non è tornato duro e pronto per un nuovo assalto.
La mia voglia di averlo dentro era incolmabile, ogni volta che veniva con maestria ed  ingordigia lo facevo risorgere, tanto che dopo numerosi assalti ha iniziato a dire basta chiedendomi di fermarmi, ma ero troppo eccitata, non mi sarei fermata per nessun motivo.
In un momento di rilassamento sono andata a frugare in un cassetto dove ho preso una ball gag ed un  grosso plug, quello che nei momenti speciali mi infila nel culo, perché volevo vedere se dentro di lui faceva lo stesso effetto che faceva su di me, avevo timore che non lo gradisse ma ero decisa a tutti i costi a mettere in pratica quello che avevo in mente.
Per prima cosa gli ho infilato dentro la bocca la ball gag perché non volevo sentire le sue eventuali proteste, poi ho lubrificato ben bene il plug e mentre glielo stavo facendo l’ ennesimo super gustoso pompino glielo ho appoggiato sul culo e con forza glielo ho spinto tutto dentro, ha cercato di ritrarsi ma poiché era ben legato ed impossibilitato a muoversi ha dovuto accettare passivamente l’ intrusione.
Per rendere ancora più eccitante la situazione ho preso un paio di manette e mi sono ammanettata le mani dietro la schiena poi l’ ho scopato di nuovo e poi ancora ed ancora fino a quando esausta ho deciso di fermarmi.
Stremata, quasi priva di forze mi sono stesa accanto a lui per riposare, dopo un po’ ho deciso di liberarmi ma non ci sono riuscita, nell’ eccitazione del momento avevo usato un paio di manette a cerniera e mi ero ammanettata con i buchi delle serrature dalla parte sbagliata e non riuscivo a toglierle, per liberarmi prima dovevo giocoforza liberare lui, cosi dopo un po’ di acrobazie sono riuscita ad aprire le manette che lo legavano al letto.

Appena si è liberato, si è estratto dal culo il grosso plug e senza tanti complimenti me lo ha infilato in bocca ordinandomi di non espellerlo per nessun motivo, poi mi ha afferrata per i capelli e mi a trascinata nello scantinato, dentro la stanza dei giochi, ha afferrato la catena che pendeva dal muro e mi ha incatenata ad essa, non contento con un lucchetto ha accorciato la catena riducendola a meno di mezzo metro, cosi mi sono ritrovata legata per il collo con una catena cortissima, ho capito che avevo esagerato ed adesso ne avrei subito tutte le conseguenze ma non mi importava avrei accettato tutto perché adesso ero veramente felice di ritrovarmi nel mio ruolo ideale e qualunque fosse la sua volontà per me sarebbe il più grande piacere.
Ha  recuperato il plug dalla mia bocca, mi ha ordinato di abbassarmi e me lo ha infilato dentro il culo ordinandomi di non toglierlo per nessun motivo e verificato che tutto fosse stato di suo gradimento se n’ è andato chiudendo la porta a chiave.
Rimasta sola ho iniziato ad assaporare la mia “detenzione” ma soprattutto il piacere che mi dava il grosso membro che era dentro di me e come se avesse intuito il piacere che stavo provando mi ha lasciata rinchiusa tutto il giorno e solo al mattino successivo è tornato a liberarmi………………………...

16 settembre 2017

Sotterrata

Avere una casa in prossimità del lago ha reso le nostre vacanze molto piacevoli, non solo potevo prendere il sole al naturale, ma essendo un luogo molto ritirato potevamo giocare in ogni modo che ci passasse per la testa senza avere la preoccupazione di proteggerci da occhi indiscreti.
Il terreno intorno al lago era sabbioso quindi molto soffice, cosi al mio compagno è balenata una splendida idea, mi ha proposto di scavare una buca dentro la quale mi avrebbe sotterrata fino al collo, era un gioco che avevo fatto da bambina quando andavo al mare con la mia famiglia, cosi ho accettato con molto entusiasmo in modo da rivivere quei momenti felici.
Per creare un po’ di difficoltà ha voluto incatenarmi mani e piedi con delle catene pesanti che avevo portato e che fino ad oggi non avevo mai usato, dei pesanti ceppi ai polsi ed alle caviglie collegati con una grossa catena, poi ha preso una pala e mi ha accompagnata sulla riva del lago dove mi ha ordinato di scavare una buca, gli ho detto che essendo incatenata avevo molte difficoltà ad eseguire il suo ordine, ma è stato irremovibile, si è seduto su di un tronco e mi ha ordinato nuovamente di scavare.
Ho raccolto la pala ed ho iniziato a rimuovere la terra, era molto faticoso ma poi l’ ho trovato veramente eccitante, una schiava costretta a scavarsi una buca dentro la quale il suo aguzzino l’ avrebbe sepolta, era bellissimo, mentre scavavo fantasticavo e gioivo fino a non sentire più la fatica ed il dolore che mi procuravano le catene, dopo alcune ore di duro lavoro sono riuscita a scavare una grossa buca dentro la quale di li a poco mi avrebbe sotterrata.
Era abbastanza profonda, ci sono entrata e mi sono seduta, il collo affiorava sul ciglio, era della misura giusta, ha raccolto la pala ed ha iniziato subito a riempirla, ad ogni palata comprimeva la terra in modo che aderisse perfettamente al mio corpo, in poco tempo la buca è stata riempita ed io mi sono ritrovata  sotterrata fino al collo, ero bloccata dalla terra che circondava il mio corpo potevo muovere solo il collo, quell’ immobilità totale mi piaceva e mi eccitava.
E’ rimasto per molto tempo a contemplare il suo splendido lavoro, ero sicura che la mia situazione lo eccitasse e cosi è stato, si è seduto davanti alla mia faccia a gambe spalancate, ha tirato fuori il suo enorme cazzone e me lo ha spinto in fondo alla gola, non avendo grande possibilità di movimento ho cercato di assecondarlo il più possibile ed è stato meraviglioso, giunto al culmine dell’ eccitazione mi ha riempito la gola per la mia grande felicità, poi con tutta la sua calma si è rivestito, mi ha messo un cappello sulla testa e se n’ è andato, ho provato a richiamare la sua attenzione, chiedendogli di tirarmi fuori da li dentro ma ha fatto finta di non sentire e se n’ è andato.
Rimasta sola ho provato inutilmente a muovermi per potermi liberare, ma sia la terra perfettamente aderente al mio corpo che le catene con cui ero legata mi obbligavano all’ immobilità totale, non so quanto tempo ho passato sotterrata dentro quella buca ed ad essere sincera devo confessare che ho avuto molta paura, poi vicino all’ imbrunire è tornato e mi ha dissotterrata, ha provato a togliermi le catene ma non c’ è riuscito, la terra era penetrata dentro le serrature ed impediva alla chiave di aprirle, non ha insistito molto, anzi per consolarmi mi ha portata a casa e detto se volevo liberarmi potevo rivolgermi al mio amico fabbro perché lui doveva tornare in città e cosi ha fatto, se n’ è andato lasciandomi sola ed incatenata.
Rimasta sola sono andata sotto la doccia cercando di rimuovere più terra possibile da dentro le serrature, ma anche questa manovra è risultata vana, le chiavi non entravano nei loro buchi, cosi sono dovuta ricorrere all’ aiuto del mio amico Carlo, al quale ho dovuto spiegargli che cosa avevamo fatto e di cosa avevo bisogno, alla mia spiegazione dell’ accaduto l’ ho sentito ridacchiare per telefono, poi mi ha detto che mi avrebbe aiutato ma solo all’ indomani perché stasera aveva da fare, poco male, non avendo altre possibilità avrei passato tutta la notte incatenata e questo lo trovavo molto piacevole.
Al mattino è arrivato con tutta la sua attrezzatura, ha controllato le serrature, poi mi ha detto: “ti libererò dalle catene ma prima sai cosa voglio”, non c’ è stato bisogno di dire altro, con molto entusiasmo siamo andati nella camera da letto e con immenso piacere abbiamo scopato..... scopato......... scopato........... per non interrompere quel momento sarei rimasta incatenata per l' eternità ...........................

13 agosto 2017

Sulla riva del lago 2° parte

Con l’ arrivo della bella stagione sempre più frequentemente ci rechiamo al laghetto situato nelle vicinanze della nastra abitazione ed oltre che prendere il sole e fare lunghe nuotate possiamo divertirci, lontano da occhi indiscreti, a nostro piacimento.
Mi sono appena svegliata, ho fatto un’ abbondante colazione e subito il mio compagno si presenta davanti con manette e leg irons, sorrido, sono certa che avrà in mente qualcosa di piacevole, istintivamente gli porgo le mani, prima di ammanettarmi mi chiede di togliere i vestiti, faccio cadere la vestaglia rimanendo completamente nuda davanti a lui, mi ammanetta mani e piedi poi chiude sul mio collo un collare di acciaio collegato ad una lunga catena, sono eccitata, non so quali intenzioni abbia, ma qualunque esse siamo lo seguirò con molto piacere.

Mi mette un cappuccio sulla testa, poi tirandomi per la catena mi chiede di seguirlo, obbedisco e come un cagnolino lo seguo fuori con molta difficoltà fuori dalla casa, sento che stiamo attraversando  il prato credo mi stia portando verso il lago, le catene alle caviglie sono molto corte per cui ho un po’ di difficoltà a seguirlo, ma non demordo, mi piace essere portata alla catena come un cagnolino, lo seguo docile docile senza un lamento, infine dopo un lungo e problematico percorso riconosco il luogo, siamo arrivati sulla riva del laghetto, mi fa avvicinare ad un grosso tronco di un albero abbattuto vicino alla riva e con molta cautela mi ci fa appoggiare sopra con la pancia, blocca la catena del collare a qualcosa davanti a me proprio sotto l’ albero, poi mi toglie i leg irons e lega le mie caviglie con delle catenelle facendomi restare con le gambe spalancate.

Sono immobilizzata, appoggiata a quel tronco aperta e disponibile per chiunque, aspetto con ansia che approfitti del mio stato, fremo nell’ attesa della sua prossima mossa che non tarda ad arrivare, lo sento posizionarsi dietro di me ed infine penetrarmi piacevolmente con il suo cazzone duro come l’ acciaio, in un attimo sono invasa dal piacere fino ad arrivare ad un intenso orgasmo.

Sono felice e spossata, il duro percorso per raggiungere il lago mi ha stancata, ma l’ epilogo è stato entusiasmante e mi sento completamente appagata, mentre cerco di rilassarmi sento le sue mani che mi invitano ad aprire la mia bocca e mi fa stringere tra i denti un anello metallico, mi dice sono le chiavi per liberarti dalle catene, non ci posso credere, come faccio a prenderle e liberarmi se sono bendata ed ho le mani legate dietro la schiena, mugolo per fargli capire che è una cosa impossibile, non mi risponde, sento i suoi passi allontanarsi, sono veramente nei guai non riuscirò mai a liberarmi, mugolo di nuovo, mi agito per fargli capire che ho bisogno del suo aiuto ma non mi ascolta, resto sola, legata e con le chiavi tra i miei denti, non sarà facile uscire da quella situazione.

Credo che siano passate alcune ore da quando se n’ è andato, le catene al collo ed alle caviglie nonostante tutti i miei sforzi per liberarmi non hanno ceduto di un millimetro, sono in piena agitazione, tanto che le chiavi mi sfuggono di bocca e cadono per terra, impossibile raccoglierle, il sole si sta alzando ed i suoi raggi sono sempre più forti sul mio corpo sto rischiando un’ insolazione, poi il miracolo, a forza di agitarmi sento che le catene alle caviglie stanno cedendo, faccio ricorso a tutte le mie forze e riesco a liberare prima una poi l’ altra caviglia, forse adesso ce la posso fare.
Con le caviglie libere cerco di scavalcare il grosso tronco, con molta fatica ci riesco, la catena sul collo si è allentata ed allora sono in grado di recuperare il mazzo delle chiavi, il cappuccio mi impedisce di vedere dove sono allora mi giro con le spalle al tronco e con le mani tasto il terreno tutto intorno e finalmente riesco a recuperarle, trovo il lucchetto che mi tiene legata e lo apro, sono libera ma non del tutto, cerco di aprire le manette ma la chiave non è nel mazzo, allora con pazienza ed un enorme sforzo cerco un’ appiglio o una sporgenza nel tronco per sfilarmi il cappuccio, dopo molteplici tentativi ci riesco, adesso anche se ho le mani legate posso tornare a casa.

Ammanettata, nuda e scalza mi incammino sperando di non incontrare nessuno per la strada, sarebbe molto imbarazzante dovergli spiegare perché sono in quella situazione, dopo un’ ora di cammino giungo a casa dove c’ è il mio amore che mi sta aspettando ed appena mi vede, mi viene incontro mi prende in braccio ed invece di liberarmi mi porta in casa, mi adagia sul letto e mi scopa ancora una volta, meraviglioso, dopo tanta fatica finalmente il paradiso…………………………………….

15 luglio 2017

Sulla riva del lago

Nelle vicinanze della nostra casa c' è un laghetto circondato da molti alberi, non è molto conosciuto e quindi poco frequentato, in estate con il mio compagno ci andiamo spesso per prendere il sole e magari fare un bagno immersi nella natura e lontani da occhi indiscreti, l' ultima volta che ci siamo andati, dopo essermi spogliata, mi sono distesa sulla piccola spiaggia a prendere il sole, lui mi viene vicino e mi sussurra all' orecchio: "oggi non ho tanta voglia di starmene sotto il sole, perché non facciamo qualcosa di speciale?", quel suo qualcosa di speciale mi attizza sempre e senza neanche sapere cosa ha in mente, certa di gustandomi un pomeriggio incantevole, gli dico che sono prontissima per ogni sua richiesta.
Si allontana un attimo per tornare con quattro paletti, mi chiede di spogliarmi completamente, mi  fa stendere sulla sabbia e mi fa allargare braccia e gambe, poi conficca nel terreno i paletti, colpendoli con un sasso a poca distanza dai miei arti, noto che tutti i paletti hanno una lunga catenella, molto probabilmente li aveva preparati prima di venire al lago, la gira intorno ai miei polsi ed alle caviglie per poi chiuderla con un lucchetto, in pochi attimi mi ha legata a croce sulla sabbia, tento di liberarmi, tiro con forza ma i paletti sono ben piantati nel terreno non riesco a spostarli nemmeno di un millimetro, guarda con ammirazione il suo lavoro, ma non è ancora soddisfatto, prende un foulard, lo annoda al centro me lo infila in bocca e lo allaccia ben stretto dietro la testa poi con un' altro mi benda gli occhi, mi piace il modo in cui mi ha legata, sono eccitata e prevedo che il del pomeriggio sarà gustosissimo.
Sono legata, imbavagliata e bendata sotto il sole che bacia la mia pelle, mi rilasso, sento il canto degli uccelli, il frusciare delle foglie e tanti altri piccoli rumori a cui non riesco a dare un' origine, mi immergo nel mondo che mi circonda, sono felice e rilassata, non riesco ne a sentire la presenza del mio compagno e questo mi mette un po' di ansia ma non mi preoccupo perché sono certa che non mi lascerebbe mai alla mercé di tutti.
Immersa nei miei pensieri non mi rendo conto del tempo che è trascorso da quando mi ha legata, credo un paio d' ore anche perché i muscoli delle braccia iniziano a farmi male e vorrei essere liberata, cerco di richiamare la sua attenzione mugolando per quanto mi permette il bavaglio ed agitandomi un po' con il corpo, ma non ottengo nessuna risposta, ho la sensazione che si sia allontanato lasciandomi sola e ben legata, dopo essermi affannata cercando inutilmente di liberarmi sento dei passi avvicinarsi, è lui che ha sentito il mio richiamo e tra poco mi libererà ed allora saprò io come ringraziarlo per la bellissima serata, sento che mi sta girando intorno, sono certa che mi sta osservando da ogni punto di vista e vuole scrutare ogni mio più piccolo dettaglio, poi sento le sue mani che mi accarezzano dolcemente, provo un brivido di piacere, infine si posano in mezzo alle mie gambe, mi sto eccitando, viene sopra di me ed inizia a scoparmi, ho un sussulto, rabbrividisco, il suo corpo emana un profumo di dopobarba che lui non ha mai usato, sono invasa dal terrore: "chi è quell' uomo dentro di me".
Cerco di urlare, di strappare quelle catene che mi tengono legata ma tutto è inutile, stretta in una morsa di terrore mi irrigidisco, non riesco più a muovere un muscolo, spero che questa tortura finisca al più presto, ma il mio violentatore ha una resistenza incredibile che sembra non avere mai fine, se fossi certa che è il mio compagno sarebbe una situazione estremamente eccitante  ma non riuscendo a capire chi fosse quella scopata mi stava andando veramente di traverso.

 Una volta scaricato dentro di me tutto il suo piacere, silenzioso come era arrivato se n' è andato, ero arrabbiatissima, non riuscivo a rilassarmi, mentre lacrime di odio scendevano sul mio volto, sono trasalita di nuovo quando ho sentito altri passi avvicinarsi, ho temuto che il violentatore fosse tornato ed invece era il mio compagno che mi ha liberato dicendomi che si stava annoiando e voleva tornare a casa, con il volto imbronciato ho raccolto i miei vestiti e sono salita in macchina senza dire una parola ma appena chiusa la portiera ho notato che sul porta oggetti c' era una bottiglietta che prima non avevo visto, incuriosita, l' ho presa e l’ ho aperta per annusarla, era lo stesso profumo del violentatore, l' ho guardato scura in volto ed ho visto che sorrideva molto soddisfatto, mi aveva giocato un brutto scherzetto, allora la mia rabbia è esplosa ed ho iniziato a colpirlo sul torace imprecando contro di lui e mentre cercavo di colpirlo ho messo inavvertitamente una mano sul suo inguine ed ho sentito che si stava eccitando, di colpo mi è passata tutta la rabbia, gli ho aperto i pantaloni strappandogli tutti bottoni e tirato fuori il suo enorme cazzone me lo sono fatto sprofondare tutto dentro la bocca ed ho iniziato a succhiare come una pazza, questa volta sono bastati pochi minuti ed è venuto mugolando dentro la mia bocca.
E' vero che mi aveva fatto un bello scherzetto, facendomi passare lunghi attimi di terrore ma è per questo che mi piace e lo adoro....................